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	<title>Il Processo Telematico - La Privacy - La Sicurezza Informatica</title>
	<link>https://maurizioreale.it</link>
	<description>a cura dell&#039;Avv. Maurizio Reale (cultore della materia &#34;Informatica Giuridica&#34; presso l&#039;Università Statale di Milano)</description>
	<pubDate>Sat Apr 18 22:58:44 2026 / +0000  GMT</pubDate>
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			<title>L'obbligo della notifica tramite PEC</title>
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			<content-encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Il domicilio digitale</strong> </span><strong><span style="color: #ff0000;">(art. 16 sexies DL 179/12)</span></strong></h1>
<a href="http://maurizioreale.it/wp-content/uploads/2015/10/NOTIFICA-PEC-OBBLIGATORIA.png"><img class="aligncenter wp-image-89" src="http://maurizioreale.it/wp-content/uploads/2015/10/NOTIFICA-PEC-OBBLIGATORIA-300x225.png" alt="NOTIFICA PEC OBBLIGATORIA" width="529" height="397" /></a>
<h3 style="text-align: justify;">L'art. 52 del decreto legge 90/14 ha aggiunto l'art. 16 sexies al <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2012-10-18;179!vig=" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DL 179/12</a> per cui, salvo quanto previsto dall'art. 366 c.p.c., quando la legge prevede che le notifiche di atti in materia civile al difensore siano eseguite, ad istanza di parte, presso la cancelleria dell'ufficio giudiziario, alla notifica in cancelleria può procedersi quando non sia possibile, per causa imputabile al destinatario, la notifica presso l'indirizzo PEC, risultante da INIPEC e REGINDE.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">In alcuni casi, quindi, <strong>la notifica tramite PEC ex L.53/1994 da facoltà diventa un vero e proprio obbligo</strong> tale da configurare, ove non osservato e rispettato, responsabilità professionali e deontologiche a carico del professionista.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">Prendiamo ad esempio la notifica dell'opposizione a precetto ed ipotizziamo che il difensore, al quale dobbiamo notificare l'atto di opposizione, non abbia eletto domicilio presso un Collega ubicato nella circoscrizione del giudice adito; in questa ipotesi, l'art. 16 sexies introdotto dal DL 90/14, ci obbliga a notificare al Collega l'opposizione a precetto tramite PEC ai sensi della L. 53/94 all'indirizzo PEC risultante da INIPEC e REGINDE (<a href="http://maurizioreale.it/?page_id=86" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pubblici elenchi</a>) e solo se la notifica tramite PEC non andrà a buon fine per causa imputabile al destinatario della stessa, potremo effettuare la (tradizionale) notifica in cancelleria.</h3>
<h3 style="text-align: justify;">La <strong><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://maurizioreale.it/wp-content/uploads/2015/10/Cassazione-Sez.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, con la decisione del 20 giugno 2012 n. 10143 </a></span></strong>aveva già stabilito che <em>"la domiciliazione "ex lege" presso la cancelleria dell'autorità giudiziaria, innanzi alla quale è in corso il giudizio, ai sensi dell'art. 82 del r.d. n. 37 del 1934, consegue soltanto ove il difensore, non adempiendo all'obbligo prescritto dall'art. 125 c.p.c., non abbia indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine."</em>.</h3>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>


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			<excerpt-encoded><![CDATA[]]></excerpt-encoded>
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			<wp-post_date>2015-10-08 19:30:22</wp-post_date>
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